Martina Cinotti

Nata a Milano nel 2000. Vive e lavora a Milano.
Artista

25° Premio Cairo

2026

Ensemble_2026, Fondazione The Bank, Bassano del Grappa.

Anacronismi e discronie Arte italiana dagli anni Ottanta ad oggi, MART, Rovereto.

2025

Caleidoscopio - esplorazione, Museo Butti, Viggiù, Varese.

 

Non esiste distinzione tra soggetto e sfondo, umano e paesaggio nella poetica di Martina Cinotti (Monza, 2000): lo spazio della rappresentazione è sempre infoltito da immaginifiche e brillanti ramificazioni, e il corpo femminile sembra affiorare organicamente all’interno della tela. Dopo gli studi in Pittura all’Accademia di Belle arti di Brera, l’artista ha esplorato il rapporto tra individuo e ambiente in maniera non ingenua, grazie a una tecnica a olio fatta di velature, sottrazioni e dissolvenze che infondono un’intima coerenza alle figure, dando così l’impressione che ogni opera sia anche un gioioso ecosistema.

Come dimostra Il grembo I, la pelle stessa diviene il punto di fusione con acqua, terra e boschi, la traccia di un’identità ormai divenuta fluida e permeabile. Il grembo, soprattutto, rappresenta un inevitabile simbolo di nascita e cambiamento, un invito a sostare nel mondo in uno stato di amabile resa, con una postura di ascolto e non di conquista.

 

Testo di Giulia Oglialoro

Martina Cinotti, Il grembo I, 2026.

Olio su lino, cm 90x110.